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La procedura passo per passo che usiamo per spostare un sito da Webflow a Next.js mantenendo URL, traffico e posizioni su Google.

Riunione di lavoro

Molte aziende arrivano a un punto in cui Webflow non conviene più: il canone mensile pesa, servono funzionalità che la piattaforma non offre, oppure si vuole semplicemente essere proprietari del proprio sito. La paura più comune, giustificata, è una: perdere il posizionamento su Google conquistato in anni di lavoro. In questo articolo ti raccontiamo la procedura che seguiamo per migrare un sito da Webflow a Next.js senza perdere traffico. È la stessa che abbiamo applicato al nostro sito.

Perché una migrazione può far perdere posizioni

Google non posiziona un sito: posiziona singole pagine, identificate dal loro indirizzo. Se dopo la migrazione un URL cambia senza redirect, la pagina scompare dall'indice. Se i titoli e le descrizioni cambiano, il motore deve rivalutarla. Se il nuovo sito è più lento o ha errori tecnici, il giudizio peggiora. Quasi tutte le perdite di posizionamento dopo una migrazione derivano da questi tre errori, e sono tutti evitabili.

Fase 1: inventario completo del sito attuale

Prima di scrivere una riga di codice, mappiamo tutto:

  • Elenco degli URL da sitemap, crawl del sito e Search Console, comprese le pagine che ricevono traffico ma non sono linkate dal menu.
  • Meta tag: titolo, descrizione, canonical, Open Graph e dati strutturati di ogni pagina.
  • Contenuti: testi, immagini con i loro nomi file e testi alternativi, video, moduli.
  • Posizionamenti e traffico: le pagine che portano più visite e le parole chiave per cui sono visibili. Sono le priorità da proteggere.
  • Integrazioni: moduli, analytics, pixel pubblicitari, strumenti di terze parti.

Questo inventario diventa la lista di controllo con cui verificheremo il nuovo sito, pagina per pagina.

Fase 2: ricostruzione su un indirizzo di anteprima

Il nuovo sito viene sviluppato in Next.js con CMS Payload su un dominio di anteprima, non indicizzato. Replichiamo la struttura degli URL esattamente com'è: se una pagina oggi si trova su /servizi/web-design, dopo la migrazione si troverà allo stesso indirizzo. Dove è necessario cambiare qualcosa, prepariamo un redirect permanente (301) dal vecchio al nuovo indirizzo.

Per ogni pagina replichiamo titolo, descrizione, intestazioni, dati strutturati e testi alternativi delle immagini. Se il cliente vuole migliorare i contenuti, lo facciamo in un secondo momento: prima si migra, poi si ottimizza. Cambiare tutto insieme rende impossibile capire cosa ha causato eventuali variazioni.

Fase 3: confronto pagina per pagina

Con il sito di anteprima pronto, confrontiamo ogni pagina con l'originale usando l'inventario della fase 1. Controlliamo che ogni URL risponda correttamente, che i meta tag coincidano, che i moduli funzionino e che le prestazioni siano pari o migliori. Un crawl del sito di anteprima rivela link rotti, immagini mancanti e catene di redirect prima che possano fare danni.

Fase 4: il passaggio

Il cambio avviene modificando i DNS del dominio, in un orario di basso traffico. Prima del passaggio:

  • abbassiamo il TTL dei record DNS per rendere il cambio rapido e reversibile;
  • verifichiamo il certificato SSL sul nuovo hosting;
  • prepariamo il file robots.txt e la nuova sitemap;
  • controlliamo che Google Analytics e gli altri strumenti siano attivi sul nuovo sito.

Subito dopo il passaggio verifichiamo che il sito risponda dal nuovo server, che i redirect funzionino e che nessuna pagina restituisca errori. Il sito Webflow non viene cancellato: resta attivo, non collegato al dominio, per almeno 14 giorni. È la rete di sicurezza: se qualcosa non va, riportiamo i DNS al vecchio sito in pochi minuti.

Fase 5: verifica in Search Console e monitoraggio

Nei giorni successivi inviamo la nuova sitemap in Search Console e chiediamo la scansione delle pagine più importanti. Monitoriamo:

  • la copertura dell'indice, per intercettare pagine escluse o errori di scansione;
  • i redirect, per assicurarci che Google li stia seguendo;
  • le posizioni delle parole chiave principali, confrontate con quelle di prima;
  • le prestazioni, che dovrebbero migliorare rispetto a Webflow.

Piccole oscillazioni nei primi giorni sono normali: Google sta rivalutando le pagine. Se tutto è stato fatto con metodo, le posizioni si stabilizzano rapidamente ai livelli precedenti o migliori. Solo a questo punto chiudiamo l'abbonamento Webflow.

Gli errori più comuni da evitare

  • Cambiare URL senza redirect: il modo più veloce per perdere posizioni.
  • Riscrivere i testi durante la migrazione: confonde le cause di eventuali cali.
  • Dimenticare le pagine "nascoste": landing page vecchie, articoli, PDF che ricevono traffico.
  • Bloccare il sito nuovo per errore: un robots.txt di anteprima lasciato in produzione impedisce l'indicizzazione.
  • Cancellare subito il vecchio sito: senza rollback, ogni problema diventa un'emergenza.

Cosa ottieni dopo la migrazione

Un sito più veloce, senza canone mensile, con un CMS di tua proprietà e hosting su server in Italia. Stessi indirizzi, stesso posizionamento, più libertà. Se stai valutando di lasciare Webflow, WordPress o Wix, dai un'occhiata al nostro servizio di migrazione: il primo passo è sempre un audit del sito attuale, senza impegno.

Un caso pratico: la migrazione del nostro sito

Il sito di Admin Web Agency è nato su Webflow. Quando abbiamo deciso di portarlo su Next.js, abbiamo seguito esattamente questa procedura. L'inventario ha rivelato pagine di progetto e testi che non comparivano nel menu ma erano indicizzate; le abbiamo mappate una per una, decidendo per ciascuna se mantenerla allo stesso indirizzo o reindirizzarla verso la pagina più pertinente del nuovo sito.

La ricostruzione è avvenuta su un dominio di anteprima, con gli stessi URL e gli stessi meta tag. Solo dopo il confronto pagina per pagina abbiamo pianificato il cambio DNS, mantenendo il progetto Webflow attivo per il periodo di sicurezza. Nei giorni successivi abbiamo verificato in Search Console la scansione delle pagine principali e il corretto funzionamento dei redirect, prima di chiudere l'abbonamento.

Il risultato è un sito più veloce, con un CMS di nostra proprietà e senza canoni mensili. È lo stesso percorso che proponiamo ai clienti, con la stessa rete di sicurezza.

Domande frequenti

Quanto dura una migrazione da Webflow?

Dipende dal numero di pagine e dalla complessità del design. Un sito vetrina richiede in genere un paio di settimane tra ricostruzione, verifiche e passaggio; siti più grandi richiedono più tempo. Il passaggio vero e proprio dura pochi minuti.

Perderò le posizioni su Google?

Se URL, meta tag e contenuti vengono replicati e i redirect sono corretti, no. Le oscillazioni dei primi giorni rientrano da sole. Una migrazione ben fatta spesso migliora le posizioni grazie alla maggiore velocità.

Posso approfittare della migrazione per rinnovare il sito?

Sì, ma consigliamo di farlo in due fasi: prima migrare con contenuti e struttura identici, poi aggiornare. Così ogni variazione ha una causa chiara e si può intervenire con precisione.

/ FAQ

Quanto dura una migrazione da Webflow?

Dipende da numero di pagine e complessità del design. Un sito vetrina richiede in genere un paio di settimane tra ricostruzione, verifiche e passaggio; siti più grandi richiedono più tempo. Il passaggio in sé dura pochi minuti.

Perderò le posizioni su Google?

Se URL, meta tag e contenuti vengono replicati e i redirect sono corretti, no. Le oscillazioni dei primi giorni rientrano da sole, e spesso la maggiore velocità porta a posizioni migliori.

Posso approfittare della migrazione per rinnovare il sito?

Sì, ma in due fasi: prima migrare con contenuti e struttura identici, poi aggiornare. Così ogni variazione ha una causa chiara e si interviene con precisione.